Ancora incerta la sorte dell’area expo

Ancora incerta la sorte dell’area expo

Dopo molto tempo dalla sua fine, sono ancora in molti a chiedersi quale sarà il futuro di tutta l'area un tempo dedicata all'Expo. La questione è non poco spinosa in quanto coloro che erano contrari a questo progetto stanno rivendicando la propria ragione in questo momento buio. Infatti l'esposizione universale ha portato moltissimi visitatori a Milano ma anche moltissime critiche. Si parte ovviamente con i lavori svolti in maniera del tutto nostrana, con mazzette, problematiche e ritardi di varia natura. A questo punto, invece, sorge il problema di trovare una nuova destinazione all'enorme area che non è più in uso al momento. Infatti in molti lamentavano una distanza non solo fisica tra l'Expo ed il centro della città. Questa distanza ha fatto si che Milano continuasse ad essere un polo di attrazione a sé stante che oggi si trova in completa autonomia rispetto all'area dell'esposizione.

Quest'ultima, invece, soffre la mancanza dei riflettori e delle pubblicità che l'hanno resa celebre nei mesi estivi e non riesce più a trovare uno sbocco occupazionale. I padiglioni sono stati smontati e la rete di strade e servizi accessori appositamente creati per collegare questa enorme struttura rimane oggi li a ricordare che è difficile trovare un'altra utilità alla zona. I padiglioni, poi, dovevano essere tutti smontabili e riciclabili come da accordi predefiniti ed invece ci si ritrova ancora oggi con parte di essi che non possono essere così facilmente debellati. La situazione attuale è frutto di una progettazione effettuata in maniera troppo frastagliata, con estremi ritardi e con la necessità di costruire tutto velocemente. Come sempre l'Italia si è presentata al mondo con i suoi problemi cronici di burocrazia e mal organizzazione che continuano ancora oggi nella sorte dell'area Expo. Infatti un piano di riqualificazione sarebbe dovuto essere presentato insieme ai progetti per i padiglioni, in quanto la fine dell'esposizione era decisamente immaginabile.

Ad oggi non si riesce ancora a capire cosa verrà fatto in questi luoghi e dopo l'enorme trattativa del comune di Milano per riuscire ad aggiudicarsi l'area non si riesce, adesso, a trovare qualcuno che voglia riqualificarla. In effetti sarebbe difficile riuscire a pensare ad un progetto alternativo. La zona è lontana dal centro e collegata solo per questioni logistiche dovute all'Expo. Adesso qualcosa dovrà iniziare a muoversi se non si vuole creare un altro eco mostro di proporzioni enormi in un Paese già troppo costellato di queste strutture. Sicuramente le polemiche non finiranno ancora ma trovare una soluzione a questo problema appare ormai veramente una necessità che non può essere rimandata ancora.

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