Come funziona la nuova carta Hype di Banca Sella?

La carta Hype di Banca Sella assicura tantissime opzioni per i propri movimenti bancari, tramite l’utilizzo di un’app dedicata disponibile su Windows, iOS e Android. Un apposito chip NFC permette di effettuare pagamenti veloci in oltre 80.000 negozi italiani, senza la necessità di portarsi dietro molti contanti. Per attivare la carta bisogna registrarsi sul sito di riferimento ed inserire tutti i dati richiesti. Inoltre al momento c’è anche la possibilità di sfruttare un codice promozione di 10 euro, basta inserire la dicitura “GIFT10”. Quando il conto sarà attivo sarà sufficiente una ricarica minima, anche di un euro, per poter usufruire dei 10 euro come omaggio di benvenuto.

Le opinioni su carta Hype parlano chiaro: la stragrande maggioranza degli utenti è completamente soddisfatto di questo prodotto, di cui vengono apprezzate la trasparenza, la praticità e la facilità d’uso. Per attivare la carta Hype basta un computer ed uno smartphone, e dopo aver inserito tutti i dati sarà sufficiente una foto della patente o della carta d’identità. Sarà possibile inviare e ricevere denaro dai propri contatti tramite un’apposita app. Per i trasferimenti in denaro ad esempio basterà inserire il telefono cellulare o l’indirizzo di posta elettronica del beneficiario, addebitando il proprio Hype e inviando soldi sull’Hype del destinatario.

Non c’è un canone mensile da sostenere ed i costi sono pari a zero, anche se ci sono delle limitazioni. A tal proposito bisogna distinguere tra due prodotti: la carta Hype Start e la carta Hype Plus. La carta Hype Start non richiede spese di attivazione, né tanto meno commissioni per i bonifici e per le ricariche. Questo piano gratuito però permette di caricare in un anno fino ad un massimo di 2.500 euro, mentre per ogni singola ricarica non si possono superare i 250 euro ed il limite di ricarica giornaliero è di 500 euro. Per i prelievi effettuati tramite ATM invece il limite massimo è di 250 euro al giorno.

La carta Hype Plus costa invece un euro al mese, ma permette di ricaricare fino a 50.000 euro all’anno. Il limite di ricarica giornaliero è di 4.990 euro. Presso gli ATM invece si può prelevare 500 euro alla volta, con un tetto massimo quotidiano di 1.000 euro. Ricaricare la carta è estremamente facile, basta usare la funzione di ricarica presente negli sportelli Bancomat. In alternativa si può fare un versamento da un’altra carta di credito, purché rientri tra i circuiti MasterCard o Visa ed abbia i relativi sistemi di sicurezza. Infine si può ricorrere ai classici bonifici da conto corrente.

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L”edizione 2017 dello Smart City Expo World Congress (SCEWC), il principale evento internazionale dedicato alle smart city organizzato da fira de Barcelona, riunirà 700 città di tutto il mondo, oltre a 600 espositori e 420 relatori che comprendono alcuni dei più importanti teorici al mondo, tra cui Robert Muggah, Joan Clos, Bettina Warburg, Dimitri Zenghelis e Dirk Ahlborn. L”SCEWC si concentrerà in particolare su tre temi chiave: emancipazione dei cittadini, tecnologia e mobilità. 

     (Logo: http://photos.prnewswire.com/prnh/20160513/367297LOGO )

     (Photo: http://mma.prnewswire.com/media/586859/Smart_City_Expo_World_Congress.jpg )

Il crocevia tra città, sicurezza e tecnologia è il settore di competenza di Robert Muggah. Muggah è co-fondatore dell”Istituto Igarapé e della Fondazione SecDev ed è noto per il suo lavoro sulle città fragili, il controllo delle armi e la migrazione. Il suo lavoro sulla progettazione di piattaforme per mappare i trasferimenti delle armi, monitorare gli omicidi, predire la criminalità e promuovere la responsabilità tra le forze di polizia è riconosciuto a livello globale.

Joan Clos è direttore esecutivo di UN-Habitat dall”ottobre 2010. Prima di entrare a far parte delle Nazioni Unite, è stato ambasciatore spagnolo in Turchia e Azerbaigian e Ministro dell”Industria, del Turismo e del Commercio in Spagna e vanta una vasta esperienza nel campo dei governi urbani, essendo stato eletto due volte sindaco di Barcellona dal 1997 al 2006.

Bettina Warburg è responsabile dei processi a catena di blocchi di Animal Ventures e collabora con governi e membri della lista Fortune 500 per promuovere la commercializzazione globale e l”integrazione della tecnologia a catena di blocchi. La carriera di Warburg ha avuto inizio con il ruolo di Public Foresight Strategist presso l”Institute for the Future.

Dimitri Zenghelis è uno dei maggiori esperti in economia del cambiamento climatico. Senior Visiting Fellow presso il Grantham Research Institute della London School of Economics, studia gli aspetti macroeconomici del cambiamento climatico e la progettazione di regimi politici per la gestione dei cambiamenti climatici dannosi.

Tra gli altri relatori dell”SCEWC vi sono Ede Ijjasz-Vasquez, Senior Director Social, Urban, Rural & Resilience Global Practice presso la Banca Mondiale; Gilles Babinet, Digital Champion in rappresentanza della Francia presso la Commissione europea; Miguel Gamiño Jr, Chief Technology Officer di New York; Theo Blackwell, Chief Digital Officer di Londra; e Kasim Reed, sindaco di Atlanta (U.S.A.).

Smart Mobility World Congress
SCEWC ospiterà anche il primo Smart Mobility World Congress, un vertice sui trasporti intelligenti incentrato sul trasporto urbano e interurbano. Tra i relatori in evidenza, Dirk Ahlborn, CEO di Hyperloop Transportation Technologies, la nuova modalità di trasporto destinata a trasportare persone e oggetti a 1.200 km/ora in un sistema di tubi sigillati.

BARCELLONA, Spagna, October 23, 2017 /PRNewswire/ —

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ZHONGSHAN, Cina, 12 ottobre 2017 /PRNewswire/ — A causa dei recenti tifoni, il centro fieristico è stato gravemente danneggiato ed è ora in riparazione. La 20esima China (Guzhen) International Lighting Fair (GILF) sarà spostata al 30 ottobre – 3 novembre 2017, presso il Guzhen Convention & Exhibition Center della città di Zhongshan, nella provincia cinese del Guangdong.

Malgrado il posticipo, il GILF è totalmente pronto, compresa la partecipazione degli espositori, gli inviti a visitatori ed esperi del settore, organizzazione delle attività logistiche, promozione nazionale e internazionale, tutte attività completate in tempo, e il risultato è significativamente rilevante.

Con il tema ‘Fonte di luce originaria per 6 miliardi di persone nel mondo‘, il 20esimo GILF continua ad unire le forze con il Guzhen Lighting Manufacturing, Supply and Services Expo (GMS) e sei grandi mall di illuminazione come sedi collaterali. La fiera offre a più di 2000 aziende di illuminazione un”area espositiva di oltre 1.500.000 m2, per soddisfare le diverse esigenze di 100.000 visitatori professionali provenienti da 128 paesi e territori. In questa edizione, la fiera metterà in evidenza il design e la manifattura come fulcro. Oltre ai 1.200 showroom stabili nei grandi mall, oltre 800 nuovi espositori temporanei hanno aderito alla fiera nella sede principale. Ci sono più di otto categorie in esposizione divise in illuminazione decorativa, commerciale, domestica, luce e tecnologia LED, illuminazione da esterni, elettricità ed elettronica, attrezzatura illuminotecnica e accessori.

Il 20esimo GILF promuoverà ulteriormente i mercati esteri ampliando il numero di gruppi di visitatori stranieri e migliorando la qualità dei buyer. I visitatori stranieri possono pre-registrarsi online risparmiando i 100 RMB del biglietto d”ingresso. E i visitatori registrati possono godere di più servizi di assistenza di viaggio come il programma di hosted buyer, richiesta di visto e prenotazione hotel gratuita. Si prega di visitare il sito ufficiale http://www.gzlightingfair.com/en per vedere tutti gli esclusivi servizi del 20esimo GILF.

In generale, la 20esima China (Guzhen) International Lighting Fair, la fiera di cinque giorni fatta di sei sedi collaterali con quasi 2000 espositori, e oltre 20 seminari e forum professionali durante il periodo fieristico, vi darà una sorpresa inaspettata.

Non è mai troppo tardi per un bello show; ci vediamo al grande raduno dell”illuminazione dal 30 ottobre al 3 novembre 2017 in questo autunno dorato.

Se siete interessati a maggiori dettagli, non esitate a contattarci a: shay.gao@ubmsinoexpo.com

Foto – https://mma.prnewswire.com/media/582313/GUZHEN_LIGHTING_fair_postponed.jpg

Mai troppo tardi per un bello show

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I vantaggi del marketing cartaceo: perché crederci ancora

Il web ha spazzato via il vecchio modo di fare pubblicità? Ha ancora senso oggi investire nel marketing cartaceo o la comunicazione su carta è da considerare ormai inefficace e fuori moda? A dispetto dei più accaniti sostenitore del predominio assoluto del digitale, ecco i vantaggi del marketing cartaceo, una risorsa non ancora morta, anzi!

Approccio diretto

Oggi come ieri, ogni professionista che si rispetti dispone di una business card. Investire nella stampa di biglietti da visita resta una pratica molto diffusa, anche da parte degli stessi operatori del mercato online. Il motivo è molto semplice: business card, flyer, depliant hanno il merito di permettere un approccio diretto con i propri interlocutori, facendo leva sull’efficacia della materialità. Dite tutto quello che volete sulla forza e sulle potenzialità del web marketing, ma la carta lascia una traccia più profonda nei ricordi di chi la riceve e permette di creare un collegamento immediato con i propri interlocutori, al contrario delle risorse digitali.

Target trasversale

Siamo nell’era del digitale, questo nessuno può negarlo. D’altra parte, non tutti i potenziali clienti del mercato sono a proprio agio con gli strumenti del web. Ad oggi esiste, ed è nutrito, un bacino d’utenza che risulta irraggiungibile mediante gli strumenti di internet e che, invece, risponde favorevolmente alle sollecitazioni del cartaceo, percepite come più autentiche e di più semplice consultazione.

Anziani, analfabeti informatici o, semplicemente, consumatori che non si sentono a proprio agio con le nuove tecnologie, necessitano di diverse tipologie di stimoli all’azione e sono refrattari alle soluzioni più attuali di digital marketing: potete tranquillamente rinunciare al cartaceo, la vostra azienda potrebbe non risentirne, ma tenete presente che state dicendo addio a una nicchia ancora forte e popolosa.

Marketing mix

L’errore più frequente commesso dai fan assoluti del digitale sta nel considerare il web l’unico canale ad oggi funzionale per la pubblicità delle aziende, come se investire nel marketing online impedisse di credere nelle altre forme di divulgazione al pubblico. Il marketing, invece, deve essere inteso in maniera olistica come l’insieme di tutte le strategie e di tutti gli strumenti, online e offline, utili a strutturare l’immagine pubblica di un’azienda.

Così, il biglietto da visita può essere utilizzato per rimandare al sito web dell’azienda, il sito come ponte verso la pagina Facebook e, tramite essa, consentire ad esempio di scaricare un coupon omaggio da spendere in sede. Digitale e cartaceo non sono nemici o alternativi l’uno all’altro, ma due risorse differenti che mirano ai medesimi obiettivi: il marketing mix è l’unico approccio sano alla disciplina.

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SKILLMAN, New Jersey, 11 settembre 2017 /PRNewswire/ — L”azienda leader globale in prodotti per la cura della pelle basati su ricerche scientifiche, Johnson & Johnson Consumer Inc. presenterà nuovi poster scientifici in occasione del Convegno annuale della European Academy of Dermatology and Venerology (EADV) 2017 che si terrà a Ginevra, Svizzera dal 13 al 17 settembre.  La ricerca, che sarà presentata per la prima volta in Europa, comprende nuovi risultati nelle aree del microbioma della pelle, della terapia con la luce per l”acne, del retinolo per l”anti-invecchiamento e per il trattamento dell”alopecia androgenica (perdita di capelli).

‘I nostri scienziati continuano a percorre percorsi clinici nuovi e stimolanti per scoprire e sviluppare soluzioni trasformative per i problemi comuni della cura della pelle,’ ha dichiarato Lysianne Manoilov, Direttore Senior, Ricerca e Sviluppo, Settore Bellezza, EMEA in Johnson & Johnson Consumer Inc. ‘Innoviamo in tutto il mondo in più di 10 centri di Ricerca e Sviluppo in tutti e sette i continenti. Siamo i leader in questo settore, e offriamo i prodotti migliori e più efficaci per soddisfare e anticipare i bisogni dei nostri consumatori.’

‘La nostra ricerca, che presentiamo al convegno di questo anno, illustra in modo eccellente le aree centrali sulle quali verte l”interesse della comunità globale che opera nel settore della dermatologia,’ ha dichiarato Menas Kizoulis, Direttore Associato, Coinvolgimento Scientifico Globale in Johnson & Johnson Consumer Inc.

‘Due dei poster presentano informazioni nuove nell”area emergente del microbioma della pelle, tra cui i collegamenti tra la ridotta diversità microbica e la gravità delle dermatiti atopiche, e valutazioni dei cambiamenti del microbioma della pelle nel momento in cui i bambini si avvicinano alla pubertà,’ ha affermato. ‘Mettiamo a disposizione anche dati sulla sicurezze e sull”efficacia di una maschera terapeutica con luce domestica a tutto viso per l”acne, oltre a nuovi dati sul meccanismo di azione dei trattamenti con schiuma minoxidil per il trattamento contro la perdita dei capelli.’   

I poster che Johnson & Johnson Consumer Inc. presenterà a EADV sono:

Microbioma della pelle

  • E-Poster P0254: Effetti di una dermatite atopica sulle proprietà della barriera dell”epidermide, sul prurito, e sul microbioma della pelle nei soggetti con dermatite atopica
  • E-Poster P0065: Cambiamenti della barriera e del microbioma nell”epidermide del viso dei bambini quando si avvicinano alla pubertà

Terapia con la luce per il trattamento dell”acne

  • E-Poster P0091: Efficacia della nuova maschera terapeutica per il viso a luce rossa e blu a basso livello per l”acne vulgaris
  • E-Poster P0085: Sicurezza degli occhi per la nuova maschera a tutto viso per l”acne con terapia con la luce LED blu e rossa a basso livello

Cura della pelle per l”anti-invecchiamento

  • E-Poster P1139: Siero al retinolo con efficacia elevata potenziato con N-Acetil Glucosamina con significativi effetti antinvecchiamento e un regime completo per la cura della pelle

Alopecia androgenetica (perdita dei capelli)

  • E-Poster P0506: Nuove informazioni sul meccanismo di azione della schiuma topica al minoxidil negli uomini affetti da Alopecia androgenetica
    • Da annotare, il co-autore del poster Georgios Stamatas, Direttore Associato per le Ricerche e Fellow, Innovazione e scienza emergente, è stato invitato a parlare nella sessione dedicata alla Dermatologia Pediatrica di EADV (numero D2T03.2C) venerdì 15 settembre, sala C. Il suo intervento dal titolo ‘Linee guida per il trattamento delle dermatiti atopiche: un aggiornamento’ è programmato per le ore 10.25 del mattino.

Abstract regolari (selezionati per poster in formato elettronico, presentazioni orali di poster in formato elettronico per Comunicazioni libere) saranno disponibili dal 13 settembre alle ore 8.00 del mattino nell”applicazione di EADV, con numero dell”abstract corrispondente e numero del poster in formato elettronico, o numero della presentazione.

Informazioni su Johnson & Johnson Consumer Inc.
Johnson & Johnson Consumer Inc., con sede a Skillman, NJ, è una delle maggiori società al mondo per i prodotti della cura della persona e di prodotti sanitari per gli individui. Le nostre società di prodotti per gli individui producono molti dei marchi al mondo che godono di maggiore fiducia, tra cui JOHNSON”S® Baby, BAND-AID®, NEUTROGENA®, TYLENOL®, MOTRIN®, e LISTERINE®. Ognuna delle aziende che producono prodotti per gli individui si caratterizza per le innovative scelte scientifiche per creare prodotti che anticipano i bisogni dei consumatori e creano esperienze che le aiutano a condurre vite in salute e piene di energie. Per essere aggiornati sulle ultime innovazioni da Johnson & Johnson visitare il sito web https://www.jnj.com/innovation.

Logo: http://mma.prnewswire.com/media/553736/JNJ_Consumer_Inc_Logo.jpg

Il settore consumer guida le nuove ricerche per microbioma della pelle, terapia con la luce, anti-invecchiamento e perdita di capelli

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I messaggi del Presidente Sergio Mattarella e Maurizio Danese
sergio-mattarella-vinitalyVinitaly 2016 – Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con il Presidente di Verona Fiere Maurizio Danese

A cura di Silvia Lanzafame/ Vinoit.it/

Cari Amici, prima di ogni altra novità, e qui sono circondata da novità e bellezza italiana e calici di storia vitivinicola della più nobile, ritengo fondamentale prendere atto di due importanti messaggi che ci fanno comprendere bene quanto lavoro vi sia dietro il Vinitaly di Verona e quante speranze siano risposte in esso ai fini della tutela del Patrimonio Culturale Italiano e del futuro dell’economia della stessa Nazione.

silvia-lanzafame-vinitalySilvia Lanzafame per Vinoi.it-Best Italian Wine

Il Vino non è solo bontà in tavole e cuore della convivialità ma, come sottolinea il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Impresa, Lavoro, Ambiente, Società, Cultura, presente e futuro dell’Italia. E qui nei saloni di Verona Fiere tutto il talento dell’impresa italiana è a portata di mano. Qui di seguito, dalla Sala Stampa della 50° edizione del Vinitaly, vi propongo per interi i discorsi del Presidente di Verona Fiere Maurizio Danese e del Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella di cui vi offro un suo spunto che mi ha molto colpita tra gli altri quando dice: “C’è un marchio Doc che riguarda tutti noi, da Nord a Sud, dal piccolo al grande centro: è il marchio Italia”.

Ringrazio la Fondazione “Paolo di Tarso” e la Testata Giornalistica Vinoit.it – Best Italian Wine per avermi concesso l’onore di esserne “esploratrice” in un contesto che rappresenta un momento di crescita unico per l’Italia. Buona lettura.

SALUTO DI MAURIZIO DANESE AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Signor Presidente, è un grande onore poterle dare il benvenuto a Verona e, in particolare, a Vinitaly. La sua presenza nell’anno del cinquantesimo è per noi un riconoscimento molto importante per il quale le esprimo il più vivo ringraziamento, a nome mio personale, di Veronafiere e di tutte le aziende e gli operatori del vino italiano. In questi 50 anni Vinitaly si è affermato come uno dei brand fieristici più conosciuti a livello mondiale. Un risultato reso possibile dalle migliaia di aziende vinicole che hanno sempre creduto in questa manifestazione. Che l’hanno eletta tra gli appuntamenti imprescindibili, utili ad alimentare la crescita qualitativa ed economica. E, soprattutto, in grado di supportare l’affermazione di questo settore nel mondo. La storia di questi 50 anni è la storia di un percorso comune che ci ha visto a fianco delle aziende ed ha visto le aziende al nostro fianco. Con esse Vinitaly è diventato il punto di riferimento del grande Rinascimento del vino italiano. E del suo sviluppo sui mercati internazionali. Il vino prima di essere un prodotto della terra, è un elemento che accompagna da sempre la storia dell’uomo.

sergio mattarella-vinitalyIl Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella al Vinitaly

L’Italia era già conosciuta nell’Antica Grecia come Enotria, terra del vino. Nel corso dei secoli, il nostro Paese ha sviluppato la coltivazione della vite e la produzione di vino, con particolare evidenza nel Diciannovesimo secolo. E’ dagli Anni Sessanta, però, che il settore vitivinicolo italiano ha saputo strutturarsi con una normativa finalizzata a premiare la qualità. Ed ha iniziato ad essere presente sui mercati internazionali, in particolare negli Stati Uniti d’America. Nel 1967, dall’intuizione di Angelo Betti, a Verona nascevano Le Giornate del Vino Italiano e, con esse, il Vinitaly. Betti è stato perseverante nella sua visione. Anche se in quel momento storico le cose non erano capite dai più, come ad esempio il nome “Vinitaly”. Da allora, invece, Vinitaly ha accompagnato e scandito l’evoluzione di un Paese che proprio attraverso il vino ha saputo farsi conoscere ed apprezzare in tutto il mondo. Il vino, con i suoi territori, è il richiamo immediato all’Italia per molti stranieri che amano il nostro Paese, che amano i nostri prodotti, che guardano al nostro stile di vita.

Sergio Mattarella - VinitalySergio Mattarella al Vinitaly

Un settore, quello del vino, che in alcuni casi ha creato, in altri protetto o rilanciato molti territori, facendoli diventare non solo terreni pregiati ma anche mete turistiche ambite. Creando così una ricchezza diffusa e un benessere generalizzato. A queste aziende va riconosciuto il merito di aver preservato le bellezze paesaggistiche ed artistico-culturale, producendo vino di qualità in modo sostenibile. Oggi il vino è diventato una motivazione importante di viaggio nel nostro Paese.
L’enoturismo vale oltre 2,5 miliardi di euro. E sono più di 450 comuni a vocazione vitivinicola e un bacino di 11 milioni di turisti interessati a percorsi eno-gastronomici. Il settore del vino è diventato un vanto dell’Italia e per l’Italia. Con una incredibile propensione all’export. Nel 2015 le esportazioni hanno superato i 5,4 miliardi di euro, in crescita di oltre il 5% sul 2014: si tratta, di fatto, di un nuovo record. Insieme alla produzione di vino di qualità, il nostro Paese, terra d’ingegno, ha sviluppato anche una importante industria manifatturiera al servizio del comparto, rappresentata all’interno del Vinitaly dalla rassegna Enolitech. Tutto questo in 50 anni. Un tempo relativamente breve, se misurato sulla vita di un uomo. Incredibilmente lontano da oggi, se si pensa a cos’era l’Italia 50 anni fa. Recenti ricerche dimostrano che investire nel settore vinicolo oggi è del 160% più remunerativo che farlo nel settore finanziario. Per alcune denominazioni di origine, il valore di un ettaro di vigneto è aumentato di oltre il 2.000% in 50 anni. Un mondo prettamente maschile, come era quello del vino e della grappa, vede oggi le donne ricoprire ruoli di primissimo piano. 50 anni fa i giovani lasciavano le campagne attratti dall’industria e dalle possibilità offerte dalle grandi città. Oggi, anche grazie al vino, molti giovani ritornano alla terra, trovando nell’agricoltura una opportunità professionale per costruire il loro futuro.

Il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella al VinitalyIl Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella al Vinitaly

Signor Presidente, il vino prima ancora di essere un prodotto della terra, apprezzato nel mondo, è espressione della storia dell’uomo, della sua cultura e civiltà, in particolare dell’area del Mediterraneo. E con esso l’olio d’oliva. Molti viticoltori infatti producono anche ottimi oli extravergine d’oliva. Per questo nel percorso di sviluppo della manifestazione, nella seconda metà degli Anni Ottanta, Veronafiere ha affiancato a Vinitaly la rassegna SOL. Anch’essa, è diventata in poco meno di trent’anni la prima fiera al mondo dedicata alle produzioni di qualità di questo straordinario prodotto mediterraneo, di cui l’Italia è leader. Oggi la rassegna si chiama SOL&Agrifood, aggiungendo la grande artigianalità dell’alimentare italiano. La Fiera di Verona detiene il 45% dell’offerta fieristica nazionale dedicata al settore agroalimentare. Ed il sistema di relazioni che genera dalle proprie rassegne e dal grande lavoro svolto con il Padiglione VINO – A TASTE of ITALY all’Expo 2015, sono la vera ricchezza e il patrimonio culturale più importante da gestire per creare nuovo sviluppo per le aziende e i territori. Un insieme di attività che hanno portato il governo italiano a riconoscere il Vinitaly come la piattaforma commerciale del comparto, attraverso il suo inserimento nel Piano di promozione straordinaria del Made in Italy. Un 50° Vinitaly che vede, proprio per questo, grandi investimenti sull’incoming di buyer provenienti dall’estero.
Da un lato, attraverso le azioni congiunte con il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, dello Sviluppo Economico e ICE nell’ambito del Piano di promozione straordinaria. Dall’altro, tramite una forte azione di incoming diretto e con le molteplici iniziative organizzate all’estero da Vinitaly International. L’obiettivo è quello di aumentare il già alto tasso di internazionalità del Vinitaly e con esso la capacità di generare valore per le aziende espositrici ed il settore nel suo complesso. Nel 2015 sono stati, infatti, quasi 150 mila gli operatori presenti dei quali il 37% esteri provenienti da 141 Paesi, rispetto ai 119 dell’anno precedente. In questa edizione ospiteremo anche lo storico Forum dei Ministri dell’Agricoltura dei principali paesi europei produttori di vino che il Ministro Maurizio Martina ha voluto convocare proprio a Vinitaly, ribadendo la centralità della manifestazione per il sistema vitivinicolo internazionale, luogo di incontro e dibattito, sia tecnico sia a livello di politiche di sviluppo per il comparto. Siamo convinti che la promozione della cultura e della conoscenza della grande ricchezza varietale degli oltre 540 vitigni italiani, sia la chiave per aprire nuovi mercati, consolidare quelli dove siamo già leader, conquistare quote di mercato ai competitor sui mercati emergenti. Per questo abbiamo creato la Vinitaly International Academy che attraverso seminari, degustazioni e incontri si propone in Italia e all’estero come luogo permanente di formazione e di approfondimento per gli appassionati di vino e gli operatori che diventano così i nuovi ambasciatori del vino italiano nel mondo. Un’operazione senza precedenti, che fonda le radici nella conoscenza e la fa diventare motore di sviluppo per il settore ed i territori. Signor Presidente, Veronafiere dal 1898 organizza direttamente importanti manifestazioni, in Italia e all’estero, e rappresenta la memoria storica e l’attualità della grande tradizione manifatturiera delle imprese italiane che tanto successo riscuotono sui mercati internazionali. La sua presenza ad inaugurare la 50ª edizione di Vinitaly, ha un grande significato di stimolo, fiducia e incoraggiamento per guardare al futuro con rinnovato spirito imprenditoriale, attingendo ai più alti valori che il nostro Paese sa esprimere e per i quali è apprezzato e amato nel mondo. Grazie Presidente.

SALUTO DEL SIGNOR PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA SERGIO MATTARELLA
Vinitaly compie cinquant’anni, e sono lieto di essere oggi qui per inaugurare, insieme a voi, un’edizione particolarmente importante di questa rassegna, che è riuscita nel tempo ad accompagnare, interpretare, favorire la crescita di un grande prodotto italiano, divenuto sempre più vettore e simbolo della nostra qualità, apprezzata nel mondo.
Dal tempo in cui Verona ha deciso di promuovere le prime Giornate del Vino italiano si è avviato un cambiamento profondo, che ha riguardato tanto le produzioni agro-alimentari e viti-vinicole, il loro mercato, l’organizzazione d’impresa, quanto la società circostante, il rapporto con la natura e il territorio, la cultura del cibo e, dunque, il legame tra i prodotti della terra e la nostra stessa civiltà.
Proprio la capacità di guidare l’innovazione è stata il segno più incisivo di questo percorso compiuto dai produttori di vino italiano.
Se nelle attività economiche, in prevalenza, il cambiamento viene dettato dallo sviluppo delle tecnologie, dalle esigenze di un mercato sempre più globalizzato, insomma da standard imposti dall’esterno, con il vino i produttori italiani sono riusciti invece a diventare protagonisti delle trasformazioni.
Si sono fatti ideatori e autori di progetti vincenti, hanno investito sulla qualità, hanno recuperato e tutelato persino caratteri originari e perduti del nostro territorio, come le decine e centinaia di vitigni autoctoni che in questi anni sono stati rivitalizzati e portati alla dignità di prodotti di pregio nel mercato interno e in quelli esterni. Hanno imposto un valore.
Il vino, pur essendo la sua produzione, a pieno titolo, attività imprenditoriale e industria agricola, è diventata sempre più un simbolo dello stile di vita e del gusto italiano, arricchendo quell’idea di qualità che è legata al nostro Paese, producendo ricchezza e cultura, consentendo sinergie nei territori e nella società, persino nello sviluppo dei saperi. Non era, certo, scontata questa crescita del vino, del suo valore economico, sociale, culturale. Quando, 30 anni or sono, scoppiò lo scandalo delle adulterazioni al metanolo, quella crisi avrebbe potuto soffocare in una spirale di sfiducia l’intero settore, e con esso una filiera cruciale dell’agro-alimentare italiano.
Invece, da lì ha preso le mosse quello che voi chiamate un “Rinascimento” delle nostre viti e del nostro vino. Le quantità sono diminuite ma la qualità si è innalzata, in misura più che proporzionale. Un paradigma virtuoso dell’economia, ma anche dell’ambiente e della società. E’ iniziato lo sviluppo dei marchi di qualità, i prodotti hanno conquistato una loro forte identità e rigenerato un legame con l’ambiente, hanno valorizzato le diversità e attivato nuove ricerche, nuovi modelli organizzativi, nuove competenze, nuove professionalità.
Da prodotto antico a chiave di modernità: un esempio di valorizzazione di assetti esistenti che si è rivelato risorsa preziosa anche nelle fasi più dure della crisi che abbiamo attraversato in questi anni.
Il risultato è stato un successo parimenti nell’export. I numeri che, in questa giornata, sono stati ricordati ne sono testimonianza. Conferma di come il destino dell’Italia sia legato al superamento delle frontiere e non al loro ripristino. Potete essere orgogliosi di questa storia, che avete contribuito a costruire con il progredire di Vinitaly. Come per ogni impresa di successo, naturalmente, i risultati positivi accrescono le responsabilità.
IL VINO E’ SIMBOLO DI OSPITALITA’ E AMICIZIA
Il vino è simbolo di ospitalità e di amicizia, connaturato con la migliore cultura mediterranea. La produzione vinicola è motore di un’agricoltura moderna che rappresenta un settore trainante del benessere italiano. Le capacità organizzative, che hanno consentito negli ultimi decenni di affinare tecniche e produzioni, devono ora svilupparsi ancor più nella distribuzione e nella penetrazione dei mercati esteri. Le professionalità, che hanno permesso di recuperare vitigni e terreni, di curare le malattie della vite, di portare a tavola e far apprezzare vini e spumanti nostrani, di avvicinare tanti giovani a un lavoro così promettente, devono continuare a crescere per confermare il nostro ruolo di leader mondiale. Possiamo farlo. Dobbiamo coltivare questa ambizione, tradurla in realtà. Perché l’Italia ha dimostrato di avere le risorse e le intelligenze necessarie. La ricchezza dei marchi e la vastità della platea dei produttori non è stata di ostacolo nella crescita di questi decenni.
Anzi, nella diversità dei tanti vini vi è una chiave decisiva del successo italiano; vi è la ragione della rinnovata popolarità di territori la cui fortuna deve molto all’identità rappresentata dalla propria produzione vinicola. Gli oltre 500 marchi di qualità, e le ancor più numerose aziende, hanno opportunamente coltivato le proprie originali radici. Così i prodotti sono divenuti un patrimonio, prima locale poi globale, e questa è ragione non secondaria del successo ottenuto.  Tuttavia, a questo punto della storia del vino italiano, occorre saper mettere insieme le forze per moltiplicare le potenzialità.
LA PICCOLA DIMENSIONE
La piccola dimensione – spesso così preziosa per integrare le tipicità regionali – può incontrare difficoltà sui mercati. Bene ha fatto Vinitaly a mettere a tema, quest’anno, l’internazionalizzazione e il sostegno all’export: mi auguro che la vostra esperienza e la vostra stessa struttura possano essere di supporto per sinergie italiane e per la rete delle nostre aziende, proiettate verso nuove aree di consumo, facendo ancora di più Sistema Italia. L’esperienza del settore fieristico, quando è sorretta da un progetto (è stato il caso di Expo2015, è il vostro caso), e ha alle spalle un retroterra di imprese sane, è preziosa per le attività di promozione di ogni comparto. In questo ambito, grandi opportunità possono venire dai nuovi strumenti, a partire dall’e-commerce. Oppure dai blog, dai siti web, dai mezzi online, che consentono di sviluppare una comunità di appassionati. A Verona questi saranno giorni di festa e di incontro. E’ auspicabile che diventino anche occasione per un salto ulteriore di qualità.
LA DOMANDA DI “ITALIA” SI FA PIU’ FORTE NEL MONDO
La domanda di Italia si fa più forte nel mondo. Per questo non abbiamo paura della competizione con nuovi produttori e con Paesi emergenti. E’ lecito, però, porci un obiettivo più ambizioso di quello di mantenere o di condividere un primato numerico. Nell’interesse generale, l’obiettivo deve essere quello di innalzare, insieme alla qualità dei nostri standard, quelli dell’intero mercato.
Far salire l’asticella della sicurezza alimentare e quindi della tracciabilità, delle garanzie sanitarie, dell’autenticità e originalità dei marchi, delle condizioni dell’ambiente e della qualità del lavoro.
Se lo facciamo noi, dovranno farlo anche gli altri. La qualità italiana può diventare traino e traguardo: in questo modo, i nostri prodotti agiranno da termine di paragone e varranno sempre di più. Questo ci darà maggior forza anche nella giusta lotta alla contraffazione e nella tutela del made in Italy.
Un modello italiano di gestione che, sorretto da una ricerca e da una produzione industriale dei mezzi di raccolta, trasformazione e conservazione di alto livello, può imporsi maggiormente sul mercato internazionale, in analogia ad altri comparti del settore cibo e bevande. Per questi obiettivi occorre agire come una squadra coesa. Una squadra dove il pubblico e il privato sanno darsi una mano. Una squadra che sente l’Europa come casa propria e abita le sue istituzioni, utilizza suoi strumenti e le sue opportunità come leve di crescita.
IL VINO E’ IMPRESA
Il vino è impresa. L’industria viti-vinicola ha numeri importanti per l’economia nazionale, in alcune in Regioni in particolare, e reca un significativo valore aggiunto alla ricchezza nazionale.
IL VINO E’ AMBIENTE
Il vino è ambiente. L’agro-alimentare italiano è un giacimento prezioso che offre il meglio di sé laddove l’attività produttiva si integra con il rispetto del territorio, anzi con la valorizzazione dell’ambiente e della sua storia. Il dissesto idrogeologico e il degrado ambientale sono nemici della qualità italiana: nel contrasto ai processi degenerativi – che minacciano il nostro bene comune, e gli stessi presupposti di uno sviluppo economico – l’agricoltura ha un ruolo decisivo e lo svolge con efficacia.
IL VINO E’ SOCIETA’
Il vino è società. Proprio la storia della crescita di cui voi siete stati artefici e testimoni dimostra l’interdipendenza positiva tra produzioni e rafforzamento delle reti sociali.
Oltre la metà della produzione del vino si realizza in strutture cooperative. Tanti giovani sono entrati nel settore portando competenze, entusiasmo e tecniche innovative: è importante condividere e trasmettere conoscenze con generosità, perché le nuove generazioni possano partire equipaggiate verso l’avventura della vita. Tante donne sono imprenditrici e, opportunamente, Vinitaly ha deciso di accendere i riflettori su questa realtà così dinamica. Tanti nuovi lavori, non soltanto hobby e conoscenze diffuse, si sono sviluppati attorno al vino di qualità. E ci sono – tengo a ricordarlo – belle esperienze di imprese in cui operano giovani disabili. Vi sono esempi di produzione in carcere, come nel penitenziario di Gorgona. Vi sono autentiche rivincite della legalità -rivincite efficaci- che hanno il nome dei vini prodotti nelle terre confiscate alla mafia.
IL VINO E’ ANCHE CULTURA
Il vino è anche cultura. E’ cultura sin dalle origini della sua storia nel Mediterraneo. La conoscenza del vino va di pari passo con la conoscenza del cibo. E’ decisivo sviluppare strategie di educazione alimentare, spingere al consumo consapevole, spiegare la cultura vinicola del nostro Paese: è come la buona musica, si apprezza meglio se la si conosce di più.
IL BUON VINO CHIAMA LA BUONA ALIMENTAZIONE
Il buon vino chiama la buona alimentazione. La qualità ha a che fare con la salute. E’ bene ricordare che ciò che fa bene all’uomo – che lo nutre meglio – è quasi sempre ciò che rispetta maggiormente e valorizza l’ambiente.  Passi avanti sono stati fatti, come dimostra la crescente attenzione popolare alla cucina e ai prodotti sani, rispettosi della natura.
Lo stesso sviluppo della produzione di vini biologici e naturali è un segno positivo che arricchisce l’intero nostro sistema.
IL VINO E’ TERRITORIO
Il vino, infine, è territorio: parla della storia e della geografia delle nostre mille Italie. Basti ricordare che quest’anno ricorrono ter secoli del famoso editto di Cosimo III de’ Medici. Ora dobbiamo chiederci come integrare meglio la cultura del cibo, la salvaguardia del territorio, il turismo. Su questo terreno, facciamo un po’ meno di quello che potremmo. E’ importante portare sempre più nel mondo i nostri prodotti, ma lo stesso obiettivo di qualità deve indurci a presentare e offrire ai nostri ospiti un sistema di eccellenza ambientale. Una sfida grande, una bella sfida. Il mio augurio è che Vinitaly, che, da tanto tempo, dà lustro a Verona, continui a tessere la sua tela a vantaggio dell’intero Paese.
C’è un marchio Doc che riguarda tutti noi, da Nord a Sud, dal piccolo al grande centro: è il marchio Italia.
Da questo marchio dipende molto del nostro futuro e di quello dei nostri figli.

Fonte: I messaggi del Presidente Sergio Mattarella e Maurizio Danese

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[[[Wowwine.it_Vini e Vitigni]]]

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Marketing cartaceo: gli strumenti più efficaci

 

Checché ne dicano i fan sfegatati delle magnifiche sorti digitali, i supporti per la comunicazione aziendale su carta, oggi come ieri, mantengono la loro assoluta rilevanza ed efficacia. Oggigiorno, però, possiamo contare su tecnologie e infrastrutture ben più efficienti, possiamo avvalerci dei servizi di stampa online, sfruttare programmi di grafica sempre più performanti, cercare spunti e idee in blog e siti di settore.

La sostanza, però, non è che sia cambiata poi molto: il marketing cartaceo è utile, funziona e vale la pena di investirci. Ma quali sono gli strumenti di marketing offline più efficaci? Passiamoli in rassegna.

Volantino

Il volantino è una delle risorse pubblicitarie più note e diffuse, storicamente utilizzata da ogni tipo di azienda e in ogni settore merceologico. E oggi esso non perde il suo appeal dimostrandosi uno strumento capace, in determinati contesti, di fare la differenza. In particolare, il flyer piace per la sua immediatezza: esso può essere consegnato direttamente a mano e si palesa in tutta la sua rapidità espositiva in pochi secondi. Certo, si tratta di una soluzione consigliabile solo per determinate categorie e che dovrebbe essere impiegata solo da quelle attività che operano direttamente sul proprio territorio, ma in quel caso, può davvero fare la differenza.

Brochure

La brochure permette di compendiare un buon numero di informazioni in modo chiaro e graficamente accattivante. Il supporto cartaceo rende la lettura più piacevole e facilita il ricordo. Inoltre, si tratta di un mezzo di comunicazione che, se impiegato nel modo più opportuno e con il giusto know how, comunica all’esterno la forza e l’autorevolezza dell’azienda, impaginando servizi e prodotti in modo chiaro e semplice.

Biglietto da visita

Il biglietto da visita non è un vero e proprio strumento di comunicazione aziendale, ma ciò non significa che non rappresenti un sostanziale valore aggiunto per l’azienda o per il professionista. La business card non si pone l’obiettivo di persuadere il potenziale cliente bensì è un canale efficacissimo per preservare i contatti e creare un ponte tra azienda e potenziale prospect. Una grafica d’impatto e che comunichi forza all’esterno può risultare decisiva in fase di decisione per il cliente che sta scegliendo a chi affidarsi.

6×3

Il 6×3 è il tipico cartellone che abbraccia lo skyline delle città, palesandosi davanti agli occhi di chi passa. Si tratta di un canale di pubblicità che può piacere o non piacere, ma una cosa bisogna proprio riconoscergliela: di certo, non passa inosservato.

 

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Le principali fiere italiane nell’autotrasporto

Sono numerose nel nostro Paese le fiere dedicate all'autotrasporto: spesso sono legate alle manifestazioni relative alla logistica, ma rappresentano in ogni caso un'occasione utile per scoprire le ultime novità del settore e, magari, per confrontarsi sulla normativa degli autotrasporti e sulle notizie più recenti in proposito.

A Brescia, per esempio, si tiene il Teknomotive Expo, che non riguarda solo i trasporti via terra, ma anche quelli aerei e marittimi, mentre a Verona va in scena Transpotec Logitec. Si tratta di un evento che intende proporre una visione completa sull'universo della logistica e dell'autotrasporto, con un focus particolare per i mezzi commerciali e i mezzi pesanti. Non manca una sezione dedicata all'aftermarket, con proposte di usato e componentistica da non perdere, mentre l'aggiornamento delle diverse professionalità del settore è assicurato da convegni ad hoc. Chi vuole provare i mezzi su strada ha l'opportunità di farlo grazie ai test drive predisposti per l'occasione. Insomma, ogni anno la fiera richiama decine di migliaia di visitatori in arrivo da ogni angolo del mondo, a dimostrazione della sua rilevanza nel settore.

Misano, invece, ospita il cosiddetto Weekend del Camionista, che viene organizzato sul circuito intitolato a Marco Simoncelli: un appuntamento che ormai si avvicina a toccare le trenta edizioni, e che prevede tra l'altro un apprezzato raduno di camion decorati. A Eboli, in provincia di Salerno, si tiene la fiera Mediterranean Truck, con l'esposizione di camion e mezzi commerciali, ma anche esibizioni di tuning: in un certo senso, è come se il sacro e il profano si combinassero, per attirare l'attenzione e la curiosità dei partecipanti. 

A Monza, infine, spazio a TruckEmotion, direttamente in autodromo: su una delle piste più ricche di tradizione di tutto il mondo l'evento incentrato sui veicoli da trasporto industriali e commerciali, ormai organizzato da diverse edizioni, propone un format in cui non ci sono solo prove in pista, ma molti altri appuntamenti e servizi destinati agli operatori del trasporto su gomma. Le emozioni e il business si coniugano: le prove statiche su paddock, il networking e il confronto tra addetti sono solo alcuni dei motivi che spiegano il successo di questa rassegna. 

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Lo sport è il tema della 14esima edizione della Fiera della Pietra di Bagnolo Piemonte

Lo sport è il tema della 14esima edizione della Fiera della Pietra di Bagnolo Piemonte

Dal 22 al 24 settembre con area tecnica, visite alle cave, spettacoli e il percorso del gusto

 

Bagnolo Piemonte è iniziata l’organizzazione della 14esima edizione della Fiera della Pietra, in programma da venerdì 22 a domenica 24 settembre.

Il tema di quest’anno è «Pietra&Sport», per abbinare un elemento statico come la pietra al dinamismo degli atleti. La piazza centrale della manifestazione sarà suddivisa in spicchi dedicati alle singole discipline, con campo da beach volleyparete di roccia, torneo di calcio,  equitazionetrial, softairfitness, la corsa e un’area riservata alla premiazioni con podio e torcia rigorosamente in pietra. Sono confermati, inoltre, il percorso gastronomico e il Degustone, con piatti tipici e specialità del territorio.

La manifestazione richiama, in una zona nota nel mondo per la pietra di Luserna, i professionisti del settore lapideo con il convegno tecnico e l’esposizione di materiali e attrezzature comemezzi meccanici per movimentazione e trasporto, utensileriaidraulica per cave e laboratori, e i servizi alle aziende, dalla sicurezza alle certificazioni ambientali, accanto ai produttori, suddivisi tra «spacco naturale» e «lavorati», con pavimentazionilastricaticoperturerivestimentidavanzalifontanecaminetti e le numerose opportunità offerte da un materiale millenario come la pietra.

Oltre alla parte riservata agli addetti ai lavori, la Fiera della Pietra si pone come uno strumento di conoscenza e promozione del territorio, con visite guidate alle cave, attività sportivedj set e spettacoliassaggi e degustazioni, richiamando a Bagnolo Piemonte 15 mila persone in tre giorni. L’organizzazione è dell’Unione Cavatori e di Projexpo, con il patrocinio del Comune di Bagnolo Piemonte e la partecipazione delle associazioni locali, a partire da Pro Loco e La Pietra Nel Cuore. Per informazioni commerciali e prenotazione spazi contattare Projexpo srl, sede di Borgo San Dalmazzo, telefono 0171.722415, e-mail commerciale@projexpo.it.

 

Ufficio stampa

Marco Scarzello

Cell. 335.465704

ufficiostampa@projexpo.it

 

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Come prepararsi ad una fiera sposi

Le fiere sposi sono degli ottimi appuntamenti che mettono in contatto domanda ed offerta per quanto riguarda il settore nozze. Sono delle ottime vetrine per i professionisti del settore wedding che consentono ai futuri sposi di toccare con mano la qualità dei prodotti o di verificare la competenza e la preparazione dei professionisti stessi.

Questi professionisti però, dal servizio di cattering al fotografo di matrimonio, devono essere preparati.

Prima di tutto è bene pubblicizzare la propria presenza ad una determinata fiera. Questo può essere fatto segnalando la partecipazione sui propri canali social, sul proprio sito o attraverso una newsletter dedicata. Se nei giorni immediatamente precedenti alla fiera avete avuto dei contatti con dei potenziali nuovi clienti, approfittatene e dategli appuntamento direttamente in fiera.

Se si tratta di una fiera internazionale o per la quale è previsto un pubblico internazionale, potreste decidere di dotarvi di un hostess specializzata in lingue straniere, oltre che naturalmente preparare dei materiali informativi in inglese.

I materiali informativi sono fondamentali. Dai biglietti da visita, alle brochure passando per cataloghi o book fotografici, questi materiali devono esserci e devono essere stampati ed in ottima qualità. Non fatevi prendere in contropiede quindi e prendete contatti per tempo con quella che è la vostra tipografia di fiducia o con un buon servizio di stampa online.

Per gestire uno stand presso una fiera sono sempre necessarie almeno 2 persone in modo che se uno dei due professionisti deve assentarsi, lo stand non rimarrà sguarnito.

Se presso il vostro stand avete in programma di fare lunghe chiaccherate con i vostri potenziali clienti, preparate della postazioni con sedie e tavoli oppure un piccolo ed accogliente salottino.

Non lesinate sull'illuminazione, date un tocco femminile con fiori freschi o con profumi delicati. Mettete a loro agio i clienti, soprattutto quando la possibilità di conquistare il cliente è subordinata allo scoccare della “giusta chimica”.

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